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Lucca Comics 2008!!
Sabato sono andata a Lucca! Giorno sbagliato, eh. UN CASINO di gente e ormai poca roba da comprare. Accidenti. Tutto ciò che ho comprato è stato a rischio della mia vita... La città poteva organizzarsi meglio! Prima di tutto, mettere più biglietterie! Due ore di fila! Non sto scherzando! Ecco una foto della fila...
Poi, se c'è tanta gente, bisogna fare entrare negli stand piccoli gruppi! Hanno iniziato a farlo troppo tardi, prima praticamente ci si picchiava per raggiungere ogni stand...
Ed ecco una foto della fine della giornata, tutti intenti a fare provviste... stanchi e ammaccati.
COSPLAY MANIA!
Purtroppo non ho beccato il concerto di Cristina D'avena, ma almeno c'erano il sole e la gara dei Cosplayer. Massimo rispetto, ragazzi! Andare in giro tutto il giorno con roba scomoda addosso e non rifiutare mai una foro vuol dire essere FIGHI! Bravi! Avrei voluto fare delle foto a tutti voi, ma purtroppo mi vergogno a chiedere! Ecco quello che ho rimediato: (p.s. mi dispiace non conoscere i vostri nomi, se vi riconoscete, scrivetemi!)
ATTENTION: CLICK TO ENLARGE
Il primo gruppo lo abbiamo trovato alla stazione di Viareggio: D.Gray-man no Allen + Timcampi, Miranda (fantastica!), Tiky Mykk + Tease e Lavi (amante dello yaoi, giusto?). Bravissime! L'anno scorso ho visto solo un gruppo di Esorcisti, quest'anno erano tantissimi!
One Piece no Zoro & Ace, che tra parentesi è un figo da paura!! Oltretutto faceva freddo! Come ti chiami??
Come ogni anno, da Saint Seiya, il gruppo dei cavalieri di carta pesta! Scheeerzo! Siete forti! Mi dispiace solo non essere riuscita a fotografare Atena!
Da Death Note, Misa, Ryuk e Light (bonus: il Genio delle tartarughe!) Anche DN ha fatto un exploit quest'anno! Tantissimi L, ma pochi veramente abnegati, ovvero curvi al punto giusto, e almeno in infradito (anche se so di qualcuno a piedi nudi). Pure tanti Light, ma ne ho visto passare solo uno veramente figo...
Grosso gruppo da Bleach, taaanti Ichigo, e vedo anche una Rukia, un Kenpachi e anche Uryu! Anche Bleach è andato forte quest'anno.
Un altro gruppo D-Gray-Man! Lavi, Crow-chan (cool!) Cross Marian + timcampi (e addritittura la bara!!!) , un finder, Road+Lero e Tyki+Tease.
Bleach no Grimmjow. CHE FIGO!
La Principessa Mononoke. MIYAZAKI FOREVER!
Altro Gruppo D.Gray-Man! Kanda (uno dei pochi), Cloud , Allen, Cross, Lenalee, Lavi, Road, Lulu e Tyki.
FullMetal Alchemist no Alphonse and Edward Elric. Ho visto molti Ed, ma credo che questo fosse l'unico Al!
Goemon, Lupin e Jigen. Un classico.
Bleach no Kenchan, Histugaya e Gin.
Vagabond no Kohei Tsujikaze (alias Shishido Baiken). Non credo che Vagabond sia molto famoso in Italia, ma io lo adoro, quindi sono stata felicissima di vederlo!
Apollo da Pollon! GRANDISSIMO! Poverino, era stanchissimo, ma quando gliel'ho chiesto si è subito messo in posa.
One Piece no Afro-Rufy. Non ho parole....
Gruppo Ranma ½: Genma, Ranma, Shan-pu e Ryoga.
Gintama no Gintoki and Kagura.
One Piece no Mihawk.
*PLEASE DON'T KILL KENNY*
Grandissimo! Dragon Ball no Great Sayaman! Anche lui era stanchissimo...
Pegasus no Seiya! Fighissimo!! Chi sei? Voglio conoscerti!!
Ouran Gakkou Host Club no Tamaki Suou. Non è fantastico? Tamaki conquisterà il mondo!!!
Death Note no Yagami Light and HunterxHunter no Kurapika
InuYasha no Kikyo and Captain Tsubasa no Kojiro Hyuga (Mark Lenders)
FF7 no Vincent
FF7 no Cloud
Gruppo One Piece: Zoro, Chopper, Sogeking (I LOVE YOU!) Rufy, Nami e Robin.
Bonus: sfilata di Star Wars
Acquisti!!
In realtà troppo pochi, ma solo per questi ho rischiato la vita...
Primo tankoboon originale di Fruits Basket (qui con il mio vecchio numero in italiano).
T-shirt di Totoro
Ventaglio di Totoro (in mambù!)
Harry Potter doujinshi!!
Astuccio di Fruits Basket. Questo lo uso a scuola!
Phew, è finita... ci ho messo tutto il pomeriggio a scrivere questo post!
Written by Lenna at 16:51
DOMANI VADO AL LUCCA COMICS. Rullo di tamburi! è dallo scorso due novembre che aspetto questo momento...!
ASSOLUTAMENTE DA COMPRARE
- Un portafoglio nuovo, possibilmente colorato
-Una doujinshi!! Di Haripota.
-Almeno una rivista tipo Potato.
Poi si vedrà...
Written by Lenna at 14:07
Martedì sera alle 10, anche noi puristi sostenitori del sottotitolo ci siamo riuniti ad assistere all'evento storico: la prima puntata di Death Note, doppiata in italiano, trasmessa su di un canale italiano. Solo l'anno scorso questa prospettiva sembrava una rosea fantasia! Ieri sera è stato come sentire la voce dei circa tremila fan che cantavano la opening a squarciagola; chissà perché c'era il karaoke? Non che mi dispiaccia, ma perché oltre al karaoke non mettere anche la traduzione, già che ci siamo? Sarebbe stato PERFETTO.








Prima dell'inizio, siamo stati avvertiti di NON guardare in caso fossimo minorenni o facilmente impressionabili... inevitabile pensare ad un gruppo di ignari spettatori che si trovano a guardarlo per caso e rimangono SCONVOLTI. Fico, no? Per la cronaca, tutto ciò che dovrebbe spaventarmi non fa altro che esaltarmi. Light che si erge con gli occhi sfavillanti tuonando "io sarò il Dio del nuovo mondo" è... fico, assolutamente (anche se in italiano la frase è stata addolcita, ah, la scure della censura!).

Written by Lenna at 15:44






La legge di Murphy recita: Se qualcosa può andare storto, lo farà sicuramente. In realtà non è vero, semplicemente ci rimangono più impresse le poche volte in cui le cose vanno male che le tante in cui vanno normalmente.
Ma che cavolo: a volte succedono giornate come quella di ieri, e allora qualche dubbio ti viene! 
ATTENZIONE: FATTI REALMENTE ACCADUTI
Cronaca del fattaccio
Lunedì mi metto in viaggio per Venezia. Dopo otto ore di treno (Massa-Viareggio-Prato-Bologna-Mestre-Mogliano) arrivo sana e salva. Vado a letto presto, ma non dormo, causa tipica ansia da esame.
Inzia la fatal giornata 
Mi alzo le otto, già stanca da morire, e mi preparo con calma. Alle 9 e mezza sono ad aspettare il treno. Che, ovviamente, arriva in ritardo. Panico! 20 minuti in treno di puro panico.
Arrivo alla stazione di Venezia alle 10 e 16. L'esame inizia alle 10 e 20. Non c'è che una cosa da fare: CORRERE! E ovviamente, avere fretta a Venezia è un suicidio, perché è piena di turisti intenti a guardare le vetrine o in posa per le foto che non ti fanno passare.
Nonostante tutto, arrivo a Cinema Italia alle 10 e 24, un tempo da record! Faccio l'esame in stato di lieve panico e stanchezza mentale.
Finito l'esame, mi avvio con passo lemme alla stazione, per fare il biglietto di ritorno. Dopo una lunga fila, al momento di pagare mi accorgo che non c'è più il portafoglio. PANICO!!! PANICO!!! Dentro ci sono tutti i miei soldi e tutte le tessere.
Seconda corsa della giornata fino a Cinema Italia. Grazie al cielo il portafoglio l'ho dimenticato sotto il banco: lacrime di sollievo. Altra lunga fila e finalmente i biglietti sono fatti.
A questo punto, con i nervi a pezzi , mi dirgo verso la libreria Ca' Foscarina per procurarmi dei libri
che mi servono assolutamente per il prossimo esame. Com'è o come non è, mi perdo irrimediabilemente. Dovevo aspettarmelo, è tipico di Venezia farmi i dispetti. Ed è scentificamente provato (da me) che quando cerchi una cosa lì dentro non ci riesci, mentre se passeggi per i fatti tuoi te la trovi sempre davanti.
Ci ho messo due ore a trovare la libreria. Eppure conosco la strada. Alla fine, affamata, assonnata, sudata, con i piedi che si erano fatti spuntare gli occhi per piangere ed un treno in partenza fra venti minuti, mi sono messa a correre verso la stazione, sorretta solo dai nervi. Un'altra giornata nella giungla veneziana. Adieu.

Ahimè, mi sono rimessa a guardare Studio Aperto.
Galactik Football è finito, e aspettando Friends, ci sono ricaduta. 
Mi capita questo servizio: "perché scaricare i libri di scuola da internet non conviene". La solita giornalista si scarica l'e-book dei Promessi Sposi, settecento e passa pagine, e li fa stampare in copisteria. Risultato, 21 euro, mentre il libro originale ne costa solo 20!
Questo servizio è una stronzata perché:
1 Esempio di libro sbagliato, dato che solo un'idiota si scarica i Promessi Sposi. In edicola lo trovi persino a 2 euro. Io ne ho tre copie a casa.
2 L'edizione scolastica costa di più perché piena di note ed esercizi. Volendo, uno potrebbe prendersi un libro normale (che non è tradotto, quindi uguale parola per parola in qualsiasi edizione) e fotocopiarsi solo gli esercizi.
3 Di solito i professori non fanno leggere tutto il libro, ma solo i brani più significativi: invece di stamparsi tutto l'e-book si stampano solo i brani suddetti.
4 Anche volendo stampare tutte le settecento e passa pagine, e se si riduce la dimensione dei caratteri? E se si cancellano tutti gli spazi bianchi tra capitolo e capitolo? E se si stampa su tutte e due i lati del foglio? Ecco i costi dimezzati!
5 Alla fine, il problema si riduce a questo: o ti capita il professore stronzo (razza diffusissima nella scuola italiana) che pretende solo libri nuovi e dell'edizione giusta, vuoi perché il libro l'ha scritto lui, vuoi perché la casa editrice lo paga, vuoi perché è bastian contrario; oppure ti capita il professore giusto che chiude un occhio, perché sa che le famiglie non ce la fanno.
Il modo in cui in tv (e a Studio Aperto in particolare) si parla di realtà sociale non solo è patetico: è ipocrita. Giornalisti estremamente compiaciuti di pronunciare parole come "branco", "giro", "bulli", "roba" e varie altre terminologie giovanili (il "gergo"), sempre alla ricerca di tragedie adolescenziali.
Cosa deve pensare chi, davanti alla tv, vede un giornalista denunciare con voce stentorea che gli italiani sono poveri e poi, nel giro di due minuti, un servizio sui vari megapanfili a largo della
Sardegna o sulla borsa Armani must di questa estare? Cosa si deve pensare di fronte alla valanga di pubbilicità tutte ansiose di convincerti che se non compri immediatamente quell'auto/collana/profumo/cellulare/lavatrice sei irrimediabilmente uno zero sociale?
Vorrei qualcuno in tv che raccontasse, senza enfasi da tragedia, la vita di tutte quelle persone che non muoiono di fame, ma comprano il pane ogni tre giorni, che vanno una volta all'anno al cinema o dal parrucchiere, e al ristorante solo se l'occasione è molto speciale, che passano le ferie al lago dietro casa, che non sono mai stati all'estero, che usano ancora un cellulare di sei anni fa, che hanno la tv con solo nove canali, che si fanno venti ore in regionale perché l'Eurostar ha tariffe assurde, che hanno un paio di scarpe che usano d'estate e uno per l'inverno, che se il figlio vuole studiare lontano aprono volentieri un mutuo. A tutte quelle persone, insomma, che ridono con l'aria un po' triste all'assurdo pensiero di comprare quei beni che pubblicizzano in tv, perché solo uno di quelli costa quasi quanto il loro stipendio mensile.
Beh, a essere onesti c'è ancora qualcuno di sincero in tv; per esempio Crozza. O Bisio.
Peccato che queste persone nessuno le prende mai sul serio.
Heike riprende a respirare di Helga Schneider (casa ed. Salani)
Trama: 1945; Heike vive con la mamma a Berlino, appena liberata dai Russi, nella cantina che è tutto quello che resta della loro casa. Però, la mamma si suicida, il papà torna dalla guerra estremamente cambiato e per di più con una fidanzatina stile matrigna, la sua migliore amica muore di tubercolosi, scappa di casa, viene adottata da una pazza, e infine cade da un palazzo rompendosi ogni osso e perdendo la memoria. Sì, finisce bene, ma accidenti...
Stile: Niente da ridire. La signora è una professionista, dicono.
Commento: Questo è un libro per ragazzi. Sissignore, così dice la copertina. O meglio, è il libro che le maestre e le prof fanno leggere ai loro sottoposti, quindi uno strumento di tortura. Scherzi a parte, probabilmente il libro lo avrei letto solo io, dato che a nove anni ero secchiona per puntiglio (ero arrivata persino alla fine di "Cuore", annoiata e depressa), e tutto il resto della classe se ne sarebbe andato a fare scampagnate. So che la seconda guerra mondiale è estremamente importante, ma se c'è una cosa che i bambini non hanno bisogno di leggere, è una martellata sulle palle, scusate il termine.
La pace come un fiume di Leif Enger (casa ed. Fazi)
La luna era nera come il polmone
Di un minatore, il cielo come un sudario,
E in una cella nera della prigione
In due piangevano il loro calvario.
E uno era Rennie, che aveva rubato,
E uno era Bert, che aveva ammazzato,
E le forche fuori erano ancora nuove,
Ma presto avrebbero fatto le prove,
Oh, presto avrebbero fatto le prove.
Tre cappi nel vento lasciati a stormire-
Ma chi era il terzo che doveva morire?
Trama: 1962, Minnesota. La famiglia Land è composta da Jeremiah, modesto bidello della scuola in grado di compiere miracoli, e dai suoi figli Davy, Reuben e Swede. La vita procede tranquilla finché Davy, sedici anni, uccide a sangue freddo due bulli che minacciavano la famiglia. Quando Davy evade e fa perdere le sue tracce, con una vecchia roulette la famiglia parte al suo inseguimento, guidata solo dalla fede in Dio, e giunge infine nel selvaggio West.
Stile: Questo sì che è un libro ben scritto, certi passaggi sono estremamente poetici, il finale soprattutto sembra uscito da C.S. Lewis. Il libro è narrato in prima persona da Reuben, che ha il ruolo principale di "tesimone" dei miracoli paterni, e ci fornisce un ritratto realistico e spesso impietoso del bambino, impegnato in una feroce autocritica.
Commento: Ovviamente, il libro ruota su una questione di fede, ed è un po' difficile leggerlo da ateo. Ci vuole una chiave di lettura: trovatela, ed ecco un libro piacevole.
Il trailer di Harry Potter, il trailer di Harry Potter, lalalalalaaaaaa
L'avrò già visto venti miliardi di vooolteeee
Enjoy!
Trascizione&Tradizione
What you are looking at are memories, in this case appartaining the one individual.
Ciò che stai guardando sono ricordi, in questo caso appartenenti ad un unico individuo
This is perhaps the most dangerous memory I've collected. I'd like you to see it.
Questa è forse il ricordo più pericoloso che ho raccolto. Vorrei che tu lo vedessi.
TO KNOW THE FUTURE
PER CONOSCERE IL FUTURO
In all the years Tom has been here, he's never once had a visitor.
In tutti gli anni in cui Tom è stato qui non ha mai ricevuto una visita
RETURN TO THE PAST
RITORNA NEL PASSATO
-You're the doctor, aren't you?
-No.
-Who are you?
-Well, I'm like you Tom. I'm different.
-Prove it.
-Lei è un dottore, vero?
-No.
-Chi è lei?
-Beh, sono come te, Tom. Sono diverso.
-Lo dimostri.
I can make things move without touching them.
I can make bad things happen to people who are mean to me.
I can speak to snakes too. They find me. Whisper things.
Posso far muovere gli oggetti senza toccarli.
Posso far succedere cose cattive alle persone che mi trattano male.
Posso anche parlare con i serpenti. Mi trovano. Mi sussurrano delle cose.
-Did you know sir? Then?
Lo sapeva, signore? Allora?
-Did I know I just met the most dangerous dark wizard of all time? No.
Se sapevo di avere appena incontrato il più pericoloso mago oscuro di tutti i tempi? No.
Written by Lenna at 16:00
Per la serie argomenti scabrosi: parliamo di un mio curioso probolema intestinale.
Chi ritiene che questi argomenti non andrebbero toccati, specie da una signora, non legga!
Questa è una storia vera: ogni volta che entro in biblioteca e mi metto a spulciare tra i libri, ecco che, automaticamente, mi scappa la cacca. Non sto scherzando. Sempre. Sempre. Saranno quattro anni che frequento quella biblioteca, e mi succede sempre. Per spiegarmi questo fenomeno, ho sviluppato due teorie.
Teoria numero 1: Nel mio cervello scatta uno strano meccanismo che mi invia uno "stimolo" ogni volta che entro in biblioteca.
Teoria numero 2: I bibliotecari, per qualche oscuro motivo, spruzzano non so che unguento o profumo che mette in moto l'intestino.
n.b. Io propendo per la seconda ipotesi.

Finalmente l'estate è iniziata anche per me (un'estate adulta, che non inizia col finire delle scuole, che strano...) quindi posso finalmentegodermi la biblioteca comunale: dopo un anno, godermi le passeggiate tra gli scaffali, leggere i titoli e guardare le copertine, fino alla scelta finale... ho deciso di leggere almeno 50 libri, ma temo che sia una previsione troppo ottimistica.
I miei primi tre li ho scelti perché parlavano di bambini (mi piacciono molto le storie di bambini in tempi e luoghi diversi); ironicamente, tutti e tre i bambini erano orfani e avevano una storia tragica.
Il figlio del vento di Henning Mankell.
Trama: 1878. L'insettologo svedese Hans Bengler si trova nel deserto africano del Kalahari, in cerca di un insetto sconosciuto che gli dia fama. Invece trova Molo, unico sopravvissuto al massacro della sua tribù. Bengler decide di offrire un futuro migliore al bambino portandolo con sé, anzi, trascinandolo con la forza, attraverso l'oceano fino alla Svezia.
Molo, che adesso si chiama Daniel, impara a parlare la nuova lingua, a portare le scarpe, a bussare alle porte. Però il suo nuovo papà, per quanto gli voglia bene, non è interessato ai suoi pensieri, ai suoi sogni e ai suoi sentimenti. Non capisce che Daniel vive nei ricordi dei suoi cari uccisi, e desidera solo imparare a camminare sull'oceano per tornare nel deserto.
Nel suo nuovo paese Daniel patisce il freddo e gli sguardi curiosi e sprezzanti della gente. Viene studiato, ritratto ed esibito. Infine, finisce in un piccolo villaggio nel fango, con una famiglia che non riesce a comunicare con lui ed un prete che cerca di salvarlo dal peccato. L'unica a cui parla è una ragazza ritardata e maltrattata, che non sarà in grado di aiutarlo.
Gravemente malato dopo l'ultimo tentativo di fuga, quando si è tuffato nel mare gelido, Daniel muore in Svezia.
Stile: Il libro inizia con il punto di vista di Bengler; verso la metà del libro, le sue considerazioni vengono raggiunte dal pensiero di Daniel, che solo alla fine diventa protagonista.
Commento: Depressione. Povero Daniel. Odio profondo per tutti gli scenziati e i religiosi che incontra.
Il bambino con i petali in tasca di Anosh Irani.
Trama: 1993. Chamdi vive in un orfanotrofio di Bombay; ama guardare i fiori di bouganvillee, parlare con la statua di Gesù e immaginare che i suoi genitori vengano a prenderlo. Un giorno scopre che l'orfanotrofio verrà abbattutto, e decide di cercare fortuna a Bombay. Lì viene accolto dalla piccola Guddi e dal fratello Sumdi, zoppo e sfregiato. Da loro impara l'arte di vivere per strada, rubare e chiedere l'elemosina. Viene introdotto nella banda di Anand Bhai, tirannico capo del quartiere, che coordina le azioni di ladri e accattoni, per lo più un tragico campionario di bambini e vecchi storpi.
Però, durante il furto di un tempio, un attentato fa esplodere tutta la strada e uccide Sumdi. Nel tentativo di salvare Guddi, Chamdi si ritrova sempre più succube di Anand Bhai, che lo costringerà a fare cose terribili...
Stile: Mi sono tanto piaciute le fantasie di Chamdi, poetiche e colorate. Vorrei essere in grado di disegnarle!
Commento: Ultra depressione. Povero Chamdi. Odio profondo per Anand Bhai.
La bambina che salvava i libri di Markus Zusak.
Trama: Anni quaranta. La piccola Liesel sta per essere data in affidamento. Il fratellino, sul treno accanto a lei, muore dopo un attacco di tosse. Il primo libro che ruba Liesel è il manuale del becchino che ha seppellito suo fratello nella neve.
Nella nuova casa in Himmelstrasse, la via del Paradiso, Liesel conosce i suoi nuovi mamma e papà: Rosa, dal linguaggio scurrile e il cuore grande, e Hans, un imbianchino dagli occhi d'argento che ama fumare e suonare la fisarmonica. Papà la aiuta a sopportare gli incubi e le insegna a leggere. Liesel fa amicizia con i bambini del quartiere, soprattutto con Rudy, capelli giallo limone ed una passione per Jesse Owens che lo aveva spinto a dipingersi di nero e a correre i cento metri in piazza.
La vita scorre tranquilla fino all'arrivo dell'ebreo Max, che chiede aiuto in nome di una vecchia amicizia. Liesel ruba immagini del cielo per l'ebreo in cantina, e libri da leggergli ad alta voce.
Intanto, la guerra miete milioni di vittime, e la vita scorre fino al tragico epilogo, quando il cielo si infuocherà e nessuno, tranne Liesel, sopravviverà nella strada del Paradiso.
Stile: Il libro è narrato in prima persona dalla morte, che assiste silenziosa alle varie tragedie. Ogni sentimento e senzazione è espresso con colori e sapori insoliti e coinvolgenti. Però non capisco il titolo italiano, che secondo me non centra niente. La ladra di libri era il titolo perfetto.
Commento: Iper super mega depressione. Povera Liesel. Odio profondo per Hitler.
A parte gli scherzi... libro piaciuto moltissimo. Personaggi come Hans, Rudy e Max rimarranno impressi per sempre. Devo assolutamente comprlarlo.